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Storia della fondazione della Chiesa coreana in Chon Jin Am



Vat.II Con. & Annus Fidei, 2013
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Per la nostra Chiesa domani in Corea !

La nostra Chiesa cattolica in Corea e' fondata dai laici coreani spontaneamente 230 anni fa. Tutti missionarii sono introdotti dai laici coreani. Anche i primi seminaristi coreani sono seletti, preparati e inviati a Macao dai laici coreani. Le piu parti della parrochie storiche sono stabilite spontaneamente dai laici coreani. E, oggi, le piu parti delle communita cattoliche straniere dei coreani sono incomminciate dai laici coreani fedeli stranieri internazionalmente. Anche oggi, la nostra Chiesa in Corea va sviluppando ogni giorno dalle loro pregiere, sacrificii e particolarmente da loro attivita nella nostra societa cosi difficile a viere !

Dunque, noi i preti dobbiamo rispettare loro, servire loro, i nostri fedeli laici, come i nostri insegnatori e guidatori piu che noi stessi preti! Senza loro sacrificio e senza loro cooperazione, che cosa possiamo noi nella societa oggi ?

Ecco, un caratteristico segno della nostra Chiesa in Corea deve essere quello che i preti sempre, sinceramente, cordialmente rispettano molto i fedeli, nostri laici maestri in ogni cosa piuche noi stessi sacerdoti ! Coi laici nostri fedeli, noi preti possiamo essere, vivere, e fare tutta la cosa per il nostro Signore !

Una Chiesa nella quale i fedeli, laici, rispettati dai sacerdoti possono fare ogni cosa per la Chiesa volontariamente non puo ma essere sviluppato nella grazia del Signore ! Tale rispetto dei preti ai fedeli non e' solo per la Chiesa in Corea, ma anche per la medessima nel tutto il mondo domani !

La Fede Spontanea dei Primi Laici Coreani che hanno iniziato la Chiesa Cattolica in Corea  !  5 Laici Martiri , Saggi, Fondatori  della Chiesa Catholica in Corea !
 -La vera storia della Chiesa coreana fondazione-


.1. Alcuni coreani scienziati, ancora non-cristiani, hanno cercato la verità, e hanno studiato il cristianesimo spontaneamente con i libri cristiani che loro avevano trovato all’estero (1720-1770).

2. Attraverso la conferenza della “Scienza dei Cieli”, guidata da Yi Byok, il grande maestro, questi non-cristiani hanno fatto la ricerca comune sul cristianesimo nell’eremo Chon Jin Am in montagna, di seguito l’hanno messo in pratica da soli e spontaneamente (1770-1784).

3. Questi si erano rivolti ai missionari all’estero per interrogare sulle dottrine del cristianesimo, poi hanno mandato Yi Seung-Hoon come il loro delegato a Pechino, perché egli potesse imparare di più questa religione e portare gli oggetti religiosi, soprattutto potesse ricevere il battesimo (1783-1784).

4. Dopo il ritorno di Yi Seung-Houn, battezzato con il nome Pietro, tutti questi studiosi partecipanti alla Conferenza hanno battezzato l’uno all’altro, in seguito hanno proclamato il Vangelo in proprio paese, battezzando circa 500 altri coreani in un anno (1784-1785).

5. Per la persecuzione eseguita da parte della propria famiglia, della società e dello stato, tutti questi precursori della fede cattolica erano arrestati e martirizzati in odio fidei, solo dopo una settimana o un mese delle crudeli torture (1785-1801). Perfino tutti i documenti dei persecutori testimoniano il loro martirio: questi erano perseveranti nella fede salda fino alla morte, rifiutando di commettere apostasia (1785-1815).

6. I discendenti laici dei fondatori della Chiesa cattolica in Corea si erano rivolti incessantemente alla Santa Sede per chiedere un vescovo in questa terra, finché non era stata eretta la diocesi di Corea (1831). La scelta e la preparazione dei primi candidati coreani al sacerdozio erano svolte anche da questi laici.

7. Quando i missionari stranieri entrarono in Corea, già esistevano circa 5.000 battezzati (1791; 1836). Tutti i missionari all’epoca erano introdotti in questa terra in virtù della richiesta e con la guida dei discendenti di questi laici, fondatori e martiri.

8. Quando i primi missionari francesi sono arrivati in Corea nel 1836, laici coreani avevano già sopportato e superato le persecuzioni crudeli di cinque volte senza alcun pastore, il che era stato possibile solo a causa della forza della fede spontanea.

9. Anche questi missionari nutrivano con il loro sacrificio del sangue questa prima comunità cristiana, appena nata dai coreani stessi (1839-1866).

10. Questa storia della fondazione spontanea da parte dei laici, di certo la storia guidata dallo Spirito Santo, può essere il modello per i non-cristiani di oggi e domani in tutto il mondo i quali cercano la Verità.

Nel 1984, il beato Giovanni Paolo II ha canonizzato 103 martiri in Corea, i quali testimoniarono la loro fede in Dio durante le persecuzioni tra 1839 e 1846. In effetti, però, quasi metà secolo prima la Chiesa coreana aveva già superato sei crudeli persecuzioni successe in tutto il paese: nel 1785, 1791, 1795, 1801, 1815, 1827. I numerosi credenti coreani accolsero con cuore sincero la verità salvifica di Cristo - per di più senza la presenza di missionari in Corea -, nonostante la situazione quasi impossibile per propagare la nuova religione, i cinque Fondatori diffusero con fervore il Vangelo nel loro paese, fondarono spontaneamente la Chiesa, e offrirono eroicamente la loro vita, rendendo la testimonianza massima al Cristo.

Intanto, risalendo questa corrente insanguinata della testimonianza perdurata da un secolo, si arriva alla sua fonte, cioè, la vita e l’attività eroica e pionieristica dei cinque fondatori della Chiesa Cattolica in Corea: Ioannes Baptista Yi Byok (1754-1785), il fondatore principale, il martire e il famoso Maestro; Petrus Yi Seung-Houn (1756-1801), il co-fondatore, il martire e il primo battezzato coreano in Pechino; Franciscus Xaverius Kwon Yil-Shin (1742-1792), il co-fondatore, il martire e il famoso il maestro del confucianesimo; Ambrosius Kwon Cheol-Shin (1736-1801), il co-fondatore, il martire e il famoso maestro del confucianesimo; Augustinus Cheong Yak-Jong (1760-1801), il co-fondatore, il martire e il leader dell’Associazione per la Propagazione della fede cattolica.

Ioannes Baptista Yi Byok era un gran Maestro, di origine di famiglia nobile in Corea. Dal tredicesimo secolo, i suoi antenati erano funzionari importanti di due importantissime Dinastie – dal 10 secolo in Corea esisteva la Dinastia Coryeo che ha governato per 500 anni, poi c’è stata la Dinastia Cho-Seon che è rimasta fino all’inizio del 20 secolo-. Ad esempio Yi Je-Hyeon (il quindicesimo antenato di Yi Byok), il primo ministero della Dinastia Coryeo, e allo stesso tempo grande studioso, eseguì per la prima volta la sistematizzazione della filosofia in Corea.

Egli aveva accompagnato i cinque re presi in ostaggio durante l’invasione della Dinastia Won dei mongoliani (1231-1370). Durante questo soggiorno coatto a Pechino, durato 25 anni, egli fondò l’“Istituto della Ricerca della Filosofia”, e con gli altri professori cinesi insegnò il confucianesimo per molti anni. Con il permesso dell’imperatore della Dinastia Won, fece anche il pellegrinaggio due volte a Mid-Est Asia (Tibet, Uyghru anche Turkia, la zona di confine tra l’Europa e l’Asia) ad un santuario dedicato a dio per l’indipendenza della sua Patria e la liberazione dei re di Coryeo dalle mani dei mongoliani - da 4 mila anni, i coreani servono dio come il Signore del cielo e della terra, anche se questo dio non può essere compreso come il Dio del cristianesimo -. Tuttavia, questo viaggio, lo mise in contatto con la cultura del cristianesimo. Poi
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tornando in Coryeo portò con sé molti libri stranieri sui diversi campi della scienza.

Un altro antenato, Yi Cheong-Hyeong (il decimo antenato di Yi Byok) accompagnò il re della Dinastia successiva, Cho-Seon, il quale si mise in fuga nella zona dei confini tra Cho-Seon e Cina (1594), per l’invasione del Giappone (1593-1600). In seguito, egli venne inviato a Pechino dal re per chiedere aiuto alla Cina per combattere contro l’esercito giapponese. In questa occasione, con il suo discepolo Yi Soo-Kwang, egli ha certamente potuto prendere in mano dei libri sulla cultura del mondo occidentale, tra i quali c’erano anche libri sul cattolicesimo, scritti o tradotti in cinese dai missionari europei. Finita la guerra, questi due ambasciatori erano stati nominati governatori della provincia Kwang-Joo, dove si trova Chon Jin Am (che nel futuro diventerà il luogo natale della Chiesa cattolica in Corea, per l’attività di Yi Byok). Durante il periodo di questo impegno, loro svilupparono la scienza in questa provincia e fondarono la setta filosofica denominata: “la Scienza del Pragmatismo di Kwang-Joo”.

Anche il sesto antenato di Yi Byok, si chiamava Yi Kyeong-Sang, personaggio importante nel momento in cui la Cho-Seon era in crisi. Nel 1637 la Cho-Seon aveva avuto l’invasione dei cinesi, in cui il principe ereditario del re, So-Hyeon-Se-Ja, fu preso in ostaggio in Cina, e Yi Kyeong-Sang lo aveva accompagnato in Cina. Nonostante questa situazione penosa, lui e il principe ebbero l’occasione di incontrare un gesuita tedesco Adam Schall che lavorava a Pechino (1645), e fecero amicizia con questo missionario. Con il permesso del principe, Yi Kyeong-Sang fece battezzare i suoi 3 servi a Adam Schall. Nel ritornare in Corea dopo otto anni di vita come ostaggio, egli riportò in Corea i 5 cinesi battezzati, alcuni libri e degli oggetti religiosi. Ma dopo alcuni mesi dal ritorno, purtroppo il principe era morto, per cui i cinque cinesi erano stati costretti a ritornare in Cina, e Yi Kyeong-Sang venne licenziato e dovette ritirarsi nella sua casa di campagna. Purtroppo, fino ad oggi, non è stato possibile rintracciare tramite nessun documento quei tre battezzati coreani.

Come si vede dalla storia sopraddetta, il clan di Yi Byok era molto celebre per il contribuito al paese e allo sviluppo della scienza, e per la lealtà al re. Nella libreria presso la famiglia era possibile trovare molti e preziosi libri stranieri, trasmessi da quegli antenati, i quali resero i loro discendenti più vicini alla nuova scienza e avevano potuto fare una carriera più efficace rispetto agli altri coreani.
D’altro canto, tra questi discendenti Yi Byok non si era interessato a tale successo, per cui non volle partecipare al concorso statale per diventare
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funzionario del re, nonostante suo padre lo volesse. Di certo, anche lui aveva letto tutti questi libri, ma, da giovane aveva avuto un interessamento solo verso la ricerca della scienza e della verità. Tale passione scientifica lo condusse alla profonda conoscenza e sapienza del confucianesimo e in diversi campi della scienza. Sopratutto nella «Scienza dei Cieli», cioè, il cattolicesimo, che catturava il suo geniale spirito assetato di verità.

Naturalmente, all’epoca, il cattolicesimo non era ben conosciuto in Corea. Alcuni letterati lessero dei libri che trattavano la scienza del mondo occidentale e anche il cattolicesimo, ma soltanto con una curiosità scientifica. Invece, la passione di Yi Byok era particolare. Grazia ai libri trasmessi dagli antenati in casa, egli aveva potuto avvicinarsi da giovane in modo più facile al cattolicesimo. Impegnatosi nella ricerca della verità, egli si dedicava totalmente allo studio del cattolicesimo e al raggiungimento del significato profondo e autentico delle dottrine cristiane. Egli si ritirò in un luogo silenzioso e isolato – Chon Jin Am, un eremo buddistico nella montagna – per proseguire il suo studio in modo più efficace. Benché non sia molto preciso da quando egli cominciasse a studiare in questo eremo, egli doveva essersi insediato da giovane: secondo il prof. Longford, da 16 anni (1770)1. Questo studio doveva perdurare circa 14 anni, cioè almeno fino al 1784, in cui Yi Seung-Houn ritornò in Corea, dopo essere stato battezzato a Pechino, in seguito Yi Byok si trasferì a Seoul per la propagazione più efficace del Vangelo2.
Intanto, poiché era molto diffusa tra i letterati coreani la sua fama sulla conoscenza scientifica di alto livello, sulla personalità lodevole e sulla virtù ammirabile, molti giovani studiosi si erano radunati intorno a lui3. Cheong Yak-Yong, il grande studioso in tutta la storia della Corea, disse che lui stesso e i suoi due fratelli, Cheong Yak-Jeon e Cheong Yak-Jong, e anche Kwon Yil-Shin, seguivano Yi Byok da molto tempo con tanto ardore, definendo loro stessi i suoi discepoli.

Dal 1777, ossia 17794, a Chon Jin Am erano state tenute molte conferenze scientifiche, tutti intorno a Yi Byok. Tale conferenza si chiamava
1 Joseph H. LONGFORD, The Story of Korea, London 1911, p. 245.
2 Yak-Yong CHEONG, «L’epitaffio di Nok-Am», 1822, riportato in Opere complete di Yeo-You-Dang, I, Kyung-in Mounhwasa 1969, p. 324.
3 Hak-Sool CHEONG, Ni-Byok-Jeon, la vita di Yi Byok, manoscritto, 1837, pubblicato in l’ISTITUTO DELLA STORIA DELLA FONDAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA IN COREA, III, I Raccolti dei documenti riguardanti la storia della fondazione della Chiesa Cattolica in Corea, 1996, p.20.
4 Secondo Cheong Yak-Yong, la conferenza era tenuta nel 1779: cf. Yak-Yong CHEONG, «L’epitaffio de Nok-Am», 1822, riportato in Opere complete di Yeo-You-Dang, I, Kyung-in
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«Gang-Hak-Hwe», questa era una comune riunione scientifica tra studiosi del confucianesimo in quell’epoca. Nella conferenza, gli studiosi svolgevano ricerca scientifica e discutevano su certi temi. Nel 1777, o nel 1779, alla conferenza tenuta a Chon Jin Am, parteciparono molti giovani, compresi Yi Byok (23anni), Cheong Yak-Yong (15 anni), Cheong Yak-Jong (17anni), Cheong Yak-Jeon (19anni), e Yi Seung-Houn (21anni). Anche il grande sapiente Kwon Cheol-Shin, di 41 anni, che alloggiava dall’altra parte della montagna, vi partecipò con suo fratello Kwon Yil-Shin (35anni). Come le altre conferenze, in questa «Gang-Hak-Hwe», furono trattati diversi temi, nel primo momento, di libri relativi al confucianesimo, del Buddismo e del Taoismo. Mentre, con la direzione di Yi Byok, la caratteristica della conferenza cambiò, e da una conferenza di carattere scientifico si passò a quello contrassegnato dal carattere del movimento pratico del cattolicesimo.

Come Yi Seung-Houn confessava dopo 5anni della morte di Yi Byok, in questo periodo Yi Byok aveva già ottenuto una profonda conoscenza del cattolicesimo, anzi egli lo stava mettendo in pratica5. E tutti i conferenzieri, dopo aver trattato di confucianesimo e in seguito di cattolicesimo, cominciavano a mettere in pratica la nuova fede nella forma comunitaria sotto la direzione di Yi Byok, perché in lui avevano imparato e riconoscere il cattolicesimo. Possiamo evidenziare attività importanti: sebbene loro fossero ignari del calendario basato sul sistema solare – in quell’epoca in Corea era conosciuto solo il calendario lunare - , dopo aver conosciuto l’esistenza del giorno consacrato al Signore Dio, sentirono il bisogno di fissare il giorno del Signore e così stabilirono che il settimo, il quattordicesimo, il ventunesimo e il ventottesimo giorno di ciascun mese del calendario lunare, fossero tenuti sacri come il Giorno Santo del Signore, ossia come la domenica. Questi giorni erano dedicati alla preghiera, alla contemplazione e al digiuno. Fecero anche del loro meglio per osservare i comandamenti e le regole della Chiesa. Durante le conferenze continuate almeno per 7 anni6, Yi Byok fece un compendio dell’ Antico e Nuovo Testamento e li scrisse in forma lirica che chiamò: Riassunto dell’insegnamento della Chiesa (聖敎要旨). Compose
Mounhwasa, 1969, p. 324. Invece, secondo mons. Davely, nel 1777: cf. A. DAVELUY, Notes pourt L’histoire des martyrs en Corée, vol. IV, manuscrit copies, p. 6; secondo Hak-Sool CHEONG, 1778, Ni-Byok-Jeon, manoscritto, 1837, pubblicato in l’ISTITUTO DELLA STORIA DELLA FONDAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA IN COREA, III, I Raccolti dei documenti riguardanti la storia della fondazione della Chiesa Cattolica in Corea, 1996, p.20.
5 Seung-Houn YI, Lettera indirizzata al vescovo di Pechino, manoscritto 1787, riportato in Andreas CHOI, L’érerction du premier vicariat apostolique et les sorgines du catholicisme en Corée, Paris 1961, p. 94.
6 Yak-Yong CHEONG, «L’epitaffio di Nok-Am», 1822, riportato in Opere complete di Yeo-You-Dang, I, Kyung-in Mounhwasa 1969, p. 324.
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pure un inno, il Canto per rispettare Dio (天主恭敬歌). Cheong Yak Jong, uno dei membri del “Gang-Hak-Hwe” compose e celebrò in versi “l’Inno dei 10 Comandamenti (十誡命歌)”. Quindi, effettivamente questa conferenza era l’inizio della Chiesa cattolica in Corea, come mons. Daveluy apprezzava: «L’histoire proprement dite de L’Eglise en Corée avec les conférences de Ni Pieki (=Yi Byok )»7.
Questa prima comunità di conferenzieri, ossia, la prima comunità cristiana dei coreani intorno a Yi Byok, spinta dalla sete ardente di Verità e dalla passione del cattolicesimo, tentava continuamente di inviare il proprio «delegato» alla Chiesa di Pechino, dove i missionari occidentali svolgevano una vivace attività religiosa. Purtroppo tali sforzi risultarono infruttuosi, a causa di diversi motivi, in particolare per la chiusura dei confini tra Cho-Seon e Cina – all’epoca il viaggio per la Cina era molto limitato, e permesso solo ai diplomati e ad alcuni commercianti -. Tale brama, però era stata finalmente soddisfatta quando: Yi Seung-Houn aveva avuto l’occasione di accompagnare suo padre che andava a Pechino come diplomatico, nel novembre del 1783. Yi Byok gli affidò subito un particolare impegno, considerandolo come il «Delegato della comunità»: di «prendre de plus amples informations sur cette saint religion», e di «chiedere il battesimo e portare i libri delle preghiere». Egli sottolineò l’enorme importanza di questo impegno per la salvezza del popolo coreano e gli richiese la massima attenzione e prudenza nel compierlo8. Secondo Daveluy, «Il [Yi Seung-Houn] les a reçues comme la parole du Maitre»9. S. Maubant descrive questo evento storico con la frase seguente : Il [Yi Byok] embrassa la religion chrétienne et de concert avec quelques autres prosélytes, il envoya en 1783, à Pekin, un autre délégué nommè Y»10.
Yi Seung-Houn compì il suo impegno con successo: battezzato con il nome di Petrus, fece il ritorno in Cho-Seon, portando con sé molti libri sul cattolicesimo e molti oggetti religiosi (febbraio del 1784). Ricevuti questi libri, Yi Byok si dedicò totalmente allo studio, alla riflessione delle dottrine
7 A. DAVELUY, Notes pourt L’histoire des martyrs en Corée, vol. IV, manuscrit copies, p. 6.
8 Cf. Dae-Kun KIM, Generalis notitia super nascentem Ecclesiam Coreanam, manoscritto 1845; Passaggio di una lettera di Maubant miss. Ap, in Corea a Langlois Superiore del Seminario della M.E.P., scritta a Yangtchi 3 Xbre 1838, cf. Archivium di M.E.P., v. 577, f519; Lettera scritta sulla seta da Hwang Sa-Yung, manoscritto,1801.
9 A. DAVELUY, Notes pourt L’histoire des martyrs en Corée, vol. IV, manuscrit copies, p. 10.
10 P. MAUBANT, La lettera indirizzata a Langlois, Superiore del Seminario delle M.E.P, scritta a Yangtchi 3 Xbre 1838, cf. Archivium di M.E.P., v. 577, f519.
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della Chiesa cattolica e allo spontaneo esercizio spirituale. Egli era stato con il nome di Ioannes Baptista, perché lui, il pioniere della fede cristiana in Corea, era considerato come un personaggio paragonabile a Giovanni Battista. L’attività di Yi Byok divenne più ardente e piena di convinzione: spostò il centro dello studio, della pratica del cattolicesimo, e della comunità primitiva della fede cristiana, da Chon Jin Am, - dove era il suo eremo, che gli era stato utile allo studio per più di 10 anni, era iniziato il cattolicesimo in Corea, ed era messa in pratica la fede cattolica in Cristo -, a Sou-pyo-dong di Seoul, dove si trovava la sua casa. In Seoul, probabilmente in questa casa, egli aveva avuto una grande discussione pubblica sul cattolicesimo e il confucianesimo con i celebri studiosi dell’epoca, Yi Ka-Hwan (un futuro ministro della Dinastia) e Yi Ki-Yang (un governatore della provincia Ui-seong, sud del paese), la quale finì con il grande successo di Yi Byok. Per la sua continua attività pubblica e con le sue discussione con i molti eruditi e maestri del confucianesimo in Seoul, egli convertì più di 500 persone compresi confuciani in un solo anno. Insieme a lui, anche i co-fondatori, battezzati dopo il ritorno di Yi Seung-Houn, convertirono molti uomini eruditi importanti, proclamando il Vangelo del Signore al popolo coreano. Molti furono battezzati e formarono la comunità cattolica coreana.
Per la passione apostolica di propagare il Vangelo in modo più efficace ai coreani che vivevano in una società severamente classificata in quattro classi, e contrassegnata dalla disparità tra uomini e donne, egli decise di spostare di nuovo il centro dell’attività apostolica. Infatti, intorno a Yi Byok si erano radunati non soltanto uomini nobili, ma anche molte persone delle altre classi inferiori nonché le donne, per cui, la sua casa di nobile era molto inconveniente per fare riunioni tutti insieme e pubblicamente, in quanto all’epoca in Cho-Seon non era possibile per i nobili e plebei, per gli uomini e le donne stare assieme. Per risolvere questa difficoltà, Kim Beom-Woo, uno dei suoi discepoli, gli offrì uno dei suoi edifici. Poiché egli era medico, interprete, e di famiglia di media classe, a casa sua qualsiasi persone di ogni classe, uomini e donne, potevano radunarsi in modo più conveniente e libero rispetto alla casa di Yi Byok. Questi credenti pregavano insieme e ascoltavano la predicazione e l’insegnamento di Yi Byok considerandolo un grande maestro.
Intanto, la pratica della fede cattolica da parte di questi credenti risultava anche un movimento rinnovativo della società, la modernizzazione della Corea, cioè, la declassificazione della società, e l’annullamento della distinzione sociale tra uomini e donne. Naturalmente tale fenomeno sembrava inaccettabile in particolare ai nobili, la classe privilegiata all’epoca. Per loro il cattolicesimo appariva pericolosa come se promuovesse una
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rivoluzione sociale, il che fu il motivo principale della prima persecuzione in Corea (1785).
All’epoca la persecuzione ai credenti nobili non era ancora avvenuta a livello statale, ma solo a livello familiare e dei clan, perché allora i nobili – i dirigenti della Chiesa erano nobili letterati celebri- e non potevano essere puniti se non in caso di ribellione contro il re. Per questo solo Kim Beom-Woo era stato punito, ricevendo numerose bastonate per poi essere inviato in esilio nel sud della penisola. Mentre, la persecuzione dei fondatori, di origine e di classe nobile, era stata eseguita dai membri stessi della famiglia. In particolare il caso della famiglia di Yi Byok era stato più gravoso, in quanto tutti, non soltanto i credenti, ma anche gli ostili al cristianesimo, lo consideravano il fondatore principale e il capo della Chiesa nata in Corea11.
Suo padre, Yi Boo-Man, un uomo vivace e collerico, non volendo coinvolgersi al cattolicesimo, fece tutti gli sforzi per sradicare tutti i sentimenti religiosi dal cuore di suo figlio, ma tutti i suoi sforzi erano finiti senza nessun risultato. Per di più, il capo e i membri dirigenti del clan Yi di Kyeong-Ju lo minacciavano, affermando che se il figlio non avesse rinunciato al cattolicesimo, i nomi di Yi Boo-Man e di tutti i suoi figli sarebbero stati tolti dal libro genealogico. All’epoca, questa cancellazione del nome significava perdere l’identità di nobile, divenendo a tutti gli effetti dei plebei e non potendo fare mai più una carriera politica. Perciò, egli imprigionò suo figlio, Yi Byok, in casa, impedendogli di uscire per l’attività religiosa, portando un falso rapporto al capo del clan Yi di Kyeong-Ju, cioè dicendo che Yi Byok aveva smesso di credere al cattolicesimo.
Poi di fronte al rifiuto costante di suo figlio di abbandonare la fede cristiana, egli lo minacciò d’impiccarsi se non avesse smesso di prendere parte alle attività della Chiesa. Vedendo che tutto questo sforzo risultò inutile, alla fine Yi Boo-Man imprigionando il figlio in casa definitivamente, lo condannò alla morte per fame, affermando con ira che «tu non sei più mio figlio»12. Ciò nonostante Yi Byok non rinunciò alla sua fede, invece, pregò giorno e notte, senza cambiarsi mai i vestiti e stando seduto per terra senza muoversi.
Poiché non era riuscito a togliergli la vita con tale pena – Yi Byok aveva 31 anni di buona salute ed era un uomo alto di corporatura forte -, dopo dieci
11 Cf. Cronache della Dinastia degli Yi, vol. 47, 1801, p. 374. 375. 410; Yi Man-Chai, Byok-Ui-Pyun, Note sul fatto del giudizio dei cattolci nel 1785, p.1 (ristampato da Yeol-Hwa-Dang, 1971, p. 289).
12 All’epoca, in Cho-seon, non era molto strano questa pena, quando figlio e figlia metteva in rischio tutta la famiglia in perdizione.
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giorni lo avvelenò, e avvolto con molteplici coperte, alla fine morì soffocato (nel 1785)13. Quindi, la prima offerta fatta a Nostro Signore dalla Chiesa coreana in un paese completamente non-cristiano, era stato utilizzato un triplice mezzo: fame, veleno, e soffocamento. Infatti, la morte di Yi Byok è un duplice martire: da un lato egli morì in odio fidei degli ostili al cattolicesimo, e dall’altra parte per la sua fedeltà e rispetto filiale ai genitori. In altre parole, egli offrì la sua vita per la fede cattolica in Dio, e allo stesso tempo non poteva fare altro che accettare la morte per salvare la sua famiglia e la vita di suo padre. Il suo martirio era stato eroico sotto l’oppressione estrema della società e dei clan, per cui egli non poteva altro che morire.
D’altro canto, durante questa persecuzione, Franciscus Xaverius Kwon Yil-Shin (1742~1792) non subì molta oppressione, benché egli stesso fosse uno dei co-fondatori della Chiesa cattolica in Corea, e facesse molte attività, in particolare, appassionato alla missione evangelica, infatti, per questo motivo, egli scelse il nome di battesimo, Franciscus Xaverius nel momento del battesimo (1784). In realtà, nella famiglia di Kwon, suo fratello, Kwon Cheol-Shin (1736-1801) era un grande letterato da essere raccomandato come il maestro del principe ereditario del re. Anche Kwon Yil-Shin stesso era riconosciuto come il grande studioso e pure lui amato dal re. Altri tre fratelli erano considerati i membri importanti della famiglia. Perciò non esisteva alcun membro che poteva fare loro una grande oppressione. Però, vedendo che solo Kim Beom-Woo era stato arrestato e condannato, Kwon Yil-Shin si presentò spontaneamente ai funzionari, confessando coraggiosamente che anche lui era un cattolico che credeva nella medesima religione. Infatti, nonostante avesse otto anni più di Yi Byok, egli lo aveva perseguito con tutto il cuore, quando Yi Byok propagava il Vangelo14.
Dopo il martirio di Yi Byok, egli aveva diretto la Chiesa con gli altri co-fondatori: Yi Seung-Houn, Kwon Cheol-Shin e Cheong Yak-Jong. Nonostante la perdita del loro fondatore, soffrendo delle persecuzioni da pare della famiglia, dei vicini, della gente del villaggio, i fondatori della Chiesa coreana non si lasciarono scoraggiare né tradire nelle loro speranze. Con grande entusiasmo si diedero alla propaganda della verità, tenendo uniti i fedeli che erano sparsi un po’ ovunque.
13 A. DAVELUY, Notes pourt L’histoire des martyrs en Corée, vol. IV, manuscrit copies, p. 24. Il fatto dell’avvelenamento è stato verificato dalle reliquie dei suoi denti, nel momento di trasferimento della sua tomba a Chon-Jin-Am, nel 1979. Si può confermare tale fatto dai documenti fotografati e dai documenti dei medici insieme alle reliquie, i quali sono conservati a Chon-Jin-Am.
14 Yak-Yong CHEONG, «L’epitaffio di Nok-Am», 1822, riportato in Opere complete di Yeo-You-Dang, I, Kyung-in Mounhwasa 1969, p. 324.
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L’attività preminente e significativa di questi fondatori era l’organizzazione del sistema «Quasi clericatus ad temporale prividendum». Yi Seung-Houn aveva visto a Pechino che la gerarchia composta dal vescovo e dal prete dirigeva la Chiesa. Egli aveva partecipato alla messa, e visto l’esercizio dei sacramenti. Quindi, nella Chiesa coreana, dopo aver perso il suo fondatore e il suo capo principale Yi Byok, era necessario stabilire tale gerarchia. Essendo ignari della successione apostolica e dei ministri ecclesiali, i co-fondatori stabilirono Kwon Yil-Shin come vescovo, l’uomo di sapienza e virtù di alto livello, oltre che il più anziano tra loro; poi Yi Seung-Houn e parecchi personaggi erano stati nominati preti15. Questi divisero il paese in diverse parti, assumendone la responsabilità, predicavano il Vangelo, ed esercitavano i sacramenti: il battesimo, la confermazione, la confessione, e l’Eucaristia. Tale attività di «buona volontà» risultava di grande successo: il numero dei convertiti era notevolmente aumentato in tutto il paese, la fede dei credenti cresceva sempre più e l’attività dei credenti divenne ancora più fervente.
Però, lo studio del cattolicesimo, mai smesso dal primo momento della fondazione della Chiesa, fece venire ai fondatori dei dubbio sul loro sistema, «Quasi clericatus ad temporale prividendum». Perciò, sospesero le attività eseguite dai ministri ecclesiali per quasi due anni. Kwon Yil-Shin e Yi Seung-Houn scrissero una lettera indirizzata al vescovo di Pechino per verificare se la loro attività fosse giusta. Nella loro mente, non esisteva alcuna rivendicazione dell’autorità umana davanti ai fedeli, ma solo la passione della propagazione del Vangelo e l’amore della Chiesa, per cui non avevano nessuna voglia di insultare il ministero ecclesiale. Dopo essere riuscitia a inviare la lettera con molta difficoltà, e ricevuta la risposta episcopale, - si deve considerare che all’epoca per i coreani non era facile viaggiare in Cina e comunicare con la Chiesa di Pechino – questi smisero immediatamente tale attività, e si dedicarono solo all’insegnare ai fedeli, e alla promulgazione del Vangelo ai non-cristiani. Ma dopo ciò la crescita della Chiesa coreana rallentò. Tuttavia, l’obbedienza totale dei fondatori all’ordine del vescovo mostra quanta era sincera e autentica la loro fede e quanto fosse buona e giusta la loro intenzione di fare attività ministeriale con quel sistema.
L’offerta della sua vita al Signore da parte di Kwon Yil-Shin avvenne non molto lontano dal sacrificio di Yi Byok. Nel 1791 in Corea si scatenò la persecuzione al livello statale, causata dalla questione del «rito ai defunti antenati» - questo rito fu vietato dal vescovo di Pechino nella lettera del
15 A. DAVELUY, Notes pourt L’histoire des martyrs en Corée, vol. IV, manuscrit copies, pp. 42-51.
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1789-. Poiché il ruolo e l’influsso di Kwon Yil-Shin sulla propagazione del Vangelo in paese era decisivo e importante, gli ostili lo accusarono come se fosse il capo, il dirigente della Chiesa. E così a novembre egli fu arrestato e torturato in prigione, tuttavia egli non si sottomise né al tormento crudele e né alle minacce, invece confessò sempre la sua fede salda in Dio. Il re che lo amava molto e voleva salvare la sua vita, ordinò ai funzionari di fargli cambiare la idea ad ogni costo. Le torture, l’oppressione e le minacci sempre più forti, erano aggiunte anche persuasione, alla lusinga e alla seduzione. Il re non poteva fare più di quello che aveva fatto per cambiare il cuore di Kwon Yil-Shin, senza riuscirci, ma non voleva ucciderlo, e ordinò di inviarlo in esilio, nell’isola del sud della penisola.
Poiché le crudele torture, le violente e innumerevoli bastonate avevano distrutto tutto il suo corpo, non poteva partire subito per l’esilio, e dovette rimanere a Seoul almeno alcuni giorni per ricuperare un po’ la sua salute. Il re, che ancora non voleva perdere il suo suddito amato, inviò di nuovo parecchi funzionari per persuaderlo, il che finì senza alcun frutto. Kwon Yil-Shin ripeteva di confessare la sua fede, affermando: «il cattolicesimo è differente dall’insegnamento di Confucio e Mincio». Dopo alcuni giorni egli si mise in cammino verso l’esilio, tuttavia, prima di arrivarci, la notte del primo giorno di viaggio egli fu martirizzato. Un sicario, inviato dai suoi ostili nemici, per paura che il re lo potesse richiamare in futuro, lo ammazzò con violente bastonate. E nel libro genealogico della famiglia Kwon, pubblicato nell’anno Cheong-Myo (1807), è annotato il fatto che Kwon Yil-Shin era stato martirizzato per la fede cattolica con violenti colpi di bastoni: «權日身以邪學杖斃»16.
Suo fratello Ambrosius Kwon Cheol-Shin (1736~1801), sostenne la Chiesa cattolica, insieme ad altri co-fondatori rimasti: Yi Seung-Houn e Cheong Yak-Jong. Kwon Cheol-Shin era il più anziano tra i fondatori – infatti, aveva 18 anni più di Yi Byok - e il grande maestro erudito del confucianesimo, e la sua fama era diffusa in tutto il paese. I giovani studiosi provenivano da tutte le regioni del paese per ascoltare i suoi insegnamenti. Infatti, è per questo che Yi Byok all’inizio dell’attività di propagare il Vangelo, scelse Kwon Cheol-Shin, pensando che: “se questi accettasse il cattolicesimo, chi avrebbe potuto non seguirlo?”17 Yi Byok aveva ragione. Tra i discepoli provenienti da diverse regioni, molti divennero cattolici e dirigenti della Chiesa in varie parti del paese, e il cattolicesimo si veniva a
16 CENTRO DELLA FAMILIA KWON, Libro genealogico della famiglia Kwon di An-Dong, 1807, pubblicato in xilografia, p. 12.
17 A. DAVELUY, Notes pourt L’histoire des martyrs en Corée, vol. IV, manuscrit copies, pp.102.
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diffondere in tutta la penisola. Benché l’attività di Kwon Cheol-Shin non apparisse particolarmente visibile rispetto a quella di suo fratello, fu la sua stessa esistenza nella Chiesa, e la sua vita quotidiana da autentico e sincero cattolico funzionava come il baricentro spirituale e psicologico tra i credenti, per cui egli aveva un grande influsso nella propagazione del Vangelo, ed era considerato come la colonna della Chiesa coreana. Per questo, quando avvenne l’altra persecuzione in Corea (1801), gli ostili lo accusarono davanti al re di essere il capo della Chiesa. Morto il re che lo amava molto, la potestà politica cadde nelle mani degli ostili al cattolicesimo. Alla fine egli fu arrestato e confessò coraggiosamente la fede in Cristo. Egli, però, aveva 65 anni, il suo corpo era così fragile da non poter sopportare la tortura. Le battiture violente al suo corpo imprigionato misero fine alla sua vita soltanto dopo due settimane dall’arresto. Il libro genealogico di famiglia Kwon, pubblicato nel 1807 racconta il fatto del suo martirio: «權哲身辛酉以邪學杖斃, cioè, Kwon Cheol-Shin, nel 1801 è stato martirizzato per la fede, con numerose bastonate violente, in prigione»18.
Pure gli altri co-fondatori, Yi Seung-Houn e Cheong Yak-Jong erano stati martirizzati nello stesso anno (1801). L’oppressione della fede di Yi Seung-Houn era già cominciata nel 1785, quando avvenne la prima persecuzione per cui Yi Byok era stato martirizzato. L’oppressione familiare era forte, così come per il caso di Yi Seung-Houn, anche se non nello stesso modo che era accaduto a Yi Byok. Suo padre lo privò di tutti i libri del cattolicesimo e li bruciò davanti ai membri della famiglia e ai rappresentanti di tutto il clan. Guardando i suoi libri, che per lui erano preziosissimi, scomparire tra le fiamma, egli espresse il suo dolore con una poesia «天彛地紀限西東 暮壑虹橋唵靄中 一炷心香書共火 遙瞻潮廟祭文公: Il principio del cielo e la disciplina della terra sono differenti in Occidente ed in Oriente. Il baratro nero sta oscurando il ponte dell’arcobaleno. L’unico lucignolo nel cuore è stato bruciato con tutti i libri. Ora faccio un’offerta in omaggio a Moun-Kong di Cho-jou»19. Esprimendo la sua fede stabile e costante in tutta quella tremenda situazione, paragona la sua circostanza a quella del sapiente cinese, «Moun-Kong di Cho-jou».
18 CENTRO DELLA FAMILIA KWON, Libro genealogico della famiglia Kwon di An-Dong, 1807, pubblicato in xilografia, p. 12.
19 Questa poesia è riportato in L’ISTITUTO DI RICERCA DEI DOCUMENTI DELLA LINGUA COREANA. Chou-an-keub-kuk-an, XXV, 1°anno del Re Soun-Jo, p. 20, pubblicato da Asia Mounhwasa, 1978. Sulla interpretazione di questa poesia, cf. BYON Ki Young, Miracolosa storia della Chiesa Cattolica in Corea, § 36, Chon-Jin-Am 2008. In questa poesia, «Moun-Kong di Cho-jou» indica il personaggio vissuto in antichità in China soffrendo dal fraintendimento grave della sua idea e alla fine morto ingiustamente.
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Malgrado tutta questa situazione molto difficile, dopo il martirio di Yi Byok egli aveva continuato a dirigere la Chiesa con i fratelli della famiglia Cheong - Cheong Yak-Jeon, Cheong Yak-Jong e Cheong Yak-Yong. In particolare egli organizzò il sistema di «Quasi clericatus ad temporale prividendum», stabilendo Kwon Yil-Shin come vescovo, e nominando se stesso e altri dirigenti della Chiesa– Cheong Yak-Yong, Choi Chang-Hyeon ecc., come sacerdoti. Dopo la sospensione di questo sistema, obbedendo al vescovo di Pechino, egli aveva richiesto diverse volte al vescovo di inviare altri sacerdoti in Corea, di certo continuando la sua attività che era stata permessa e consigliata dallo stesso Vescovo di Pechino nella Chiesa in Corea. Infatti, grazie all’attività dei fondatori, quando entrò il primo sacerdote straniero in terra di Corea, un padre cinese Joo Moon-Mo, in Corea esistevano già circa 4.000 battezzati (1795).
D’altro canto, all’udire dell’entrata e dell’attività religiosa di questo prete straniero, in Corea si scatenò di nuovo la persecuzione (1795). In virtù del sacrificio di alcuni credenti, però, padre Joo poteva darsi alla fuga e continuare il suo sacro impegno fino alla persecuzione successiva (1801). Yi Seung-Houn, che era stato esiliato durante la persecuzione del 1795, fu nuovamente arrestato nel 1801 e messo sotto la tortura. Al vedere che la sua fede era costante e salda, i persecutori manipolarono i documenti della censura, in modo che girasse la falsa voce che Yi Seung-Houn fosse diventato un apostata. Tale necessità di manipolazione fallace era motivata dal riconoscimento della sua fama e della sua posizione tra gli studiosi nonché tra i cristiani, i quali ammiravano la sua sapienza scientifica e la sua virtù di alto livello. Quindi, secondo il pensiero dei persecutori, se questi avessero sentito una notizia relativa all’apostasia di Yi Seung-Houn, gli studiosi coreani e i cattolici non avrebbero avuto più molta fiducia e favore verso il cristianesimo.
Tuttavia, la fede salda in Dio e il coraggio eroico di Yi Seung-Houn si manifestò sempre nonostante le crudeli torture di ogni tipo20. Una sua poesia lasciata proprio nel momento dell’esecuzione della sua pena di morte, per spada, mostra con evidenza la sua fede. Suo fratello venne sul luogo dell’esecuzione della pena di morte a implorarlo di pronunciare solo una parola di rinnegamento per chiedere la grazia al re. Yi Seung-Houn, rimproverandolo, disse: «月落在天水上池盡: La luna cade dal cielo, essa è nel cielo. L’acqua si innalza, la gora s’inaridisce», cioè, anche se la sua testa sarebbe caduta per terra dalla spada del persecutore, la sua fede (luna) in Dio rimane sempre, mentre anche se la potestà temporale (acqua) dei persecutori
20 邪學懲義 (Sa-hak-jing-eui), 1805 (?), publicato da Boram-mounhwasa 1977, p.171.

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sembrava insormontabile, nell’inaridirsi l’acqua della gora, essa sarebbe scomparsa. In questo modo confessando la sua fede salda e immutabile, fu decapitato di spada, rendendo la testimonianza più preziosa al Cristo.
Nello stesso giorno, anche Cheong Yak-Jong (1760-1801) offrì la sua vita al Signore sotto la spada. Egli, fratello di Cheong Yak-Jeon e Cheong Yak-Yong, nonostante fosse intelligente e studioso, da giovane rinunciò all’esame del concorso statale per diventare funzionario del re. Invece, si dedicò solo allo studio di diversi campi, per primo il confucianesimo, poi il Taoismo, alla fine il cattolicesimo, in particolare grazie all’influsso di Yi Byok. In particolare la partecipazione alla «Gang-Hak-Hwe: Conferenza» di Yi Byok a Chon Jin Am lo condusse a mettere in pratica il cattolicesimo. Dopo il ritorno di Yi Seung-Houn da Pechino, anche lui fu battezzato con il nome di Augustinus, e in seguito si dedicò sempre di più alla vita da cattolico.

Durante la prima persecuzione del 1785, eseguita a livello familiare, egli non subì molta oppressione, in quanto suo padre aveva grande l’autorità tra i membri del clan. Nella seconda persecuzione, 1791, suo padre criticò severamente il cattolicesimo e gli proibì di perseguirlo. Tuttavia, egli sopportò tutta quest’oppressione con eroica pazienza, di certo non perdendo il rispetto filiale verso i genitori, ma invece mettendolo sempre più in pratica.

Studiando profondamente i libri del cattolicesimo, egli si sforzò di comprendere qualsiasi dottrina del cattolicesimo. Egli aveva il grande interessamento e la passione atta ad educare i credenti, per cui ogni volta che incontrava credenti spiegava la dottrina con grande gioia e fervore. Spinto da tale passione, egli scrisse due libri di catechismo in coreano, uno è pubblicato – “Ju-Kyo-Yo-Ji: 主敎要旨, Riassunto dell’insegnamento del Signore”-, mentre l’altro non ha avuto un finale per via della sua morte nella persecuzione - 聖敎全書, Somma della santa Religione- . Considerando che all’epoca il coreano era la lingua delle donne, bambini, e delle persone delle classi inferiori mentre il cinese era la lingua dei nobili uomini, il fatto che lui, il grande studioso del confucianesimo e grande letterato nobile del cinese, avesse scritto il catechismo in «coreano» mostra che egli stesso metteva in pratica l’idea del cattolicesimo che mette al centro l’amore e l’uguaglianza di tutti davanti a Dio.

D’altro canto, già 1799, un funzionario lo accusava davanti al re, definendolo come il capo dei cattolici. Infatti, egli aveva grande influsso sui credenti e aveva un intimo contatto con il padre Joo. Questo prete lo ammirava molto per la sua conoscenza profonda delle dottrine e per la sua passione all’educazione dei credenti, per questo lo nominò leader dell’«Associazione di Myong-Do», un’associazione per lo studio delle
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dottrine cattoliche. Quindi, senza nessun dubbio, egli fu considerato uno dei rappresentanti della Chiesa Cattolica in Corea, non soltanto dai credenti, ma anche dagli ostili del cattolicesimo. Alla fine egli fu arrestato durante la persecuzione del 1801. Nei suoi scritti, gli ostili trovarono una delle frasi delle dottrine: «i cattolici devono opporsi al mondo, diavolo e corpo per la vita della fede». Interpretando il termine «mondo» come se si volesse indicare il governo, e quindi, potendolo accusare come ribelle del re, e di seguito condannarlo alla morte per decapitazione di spada.

Cheong Yak-Jong, davanti allo strumento della decapitazione, richiese agli esecutori di convertirsi al Dio creatore e anche di non avere paura dell’esecuzione e della pena di morte. E rifiutando la richiesta degli esecutori di mettere la sua testa faccia a terra, egli si mise nella direzione contraria, volendo guardare il cielo con gli occhi aperti nell’ora della morte. Impaurito da questo atteggiamento, l’esecutore fece uno sbaglio nel decapitarlo, per cui la sua testa fu decapitata solo per metà. Allora, Cheong Yak-Jong fece il segno della croce, e mise di nuovo il suo corpo nella posizione precedente per ricevere il secondo colpo di spada. Così egli diede al Signore e alla Chiesa la massima testimonianza della fede, il martirio.

Come è ben noto, dopo il martirio (1785~1801) di questi cinque fondatori, la Chiesa Cattolica in Corea ha vissuto ancora sotto le persecuzioni fino al 1886. Durante questo lungo periodo tenebroso, la Chiesa Cattolica, invece di essere ristretta, non smetteva di crescere né interiormente e né esteriormente: ad esempio, nel 1831 venne eretta la diocesi di Cho-Seon, nel 1835 l’ingresso dei missionari francesi in Cho-Seon e l’invio di tre candidati seminaristi a Macao– due avevano 15 anni, un altro 14 anni - tra i quali due divennero preti, S. Kim Tae-Geon, e padre Choi Yang-eop, mentre l’altro più piccolo, Francesco Choi, morì dopo 7 mesi dell’arrivo a Macao per una malattia causata dal lungo e pesante viaggio da Seoul a Macao a piedi. Fino alla sospensione della persecuzione, decine di migliaia di credenti furono martirizzati. In questa storia sanguinosa, ma eroica e gloriosa della Chiesa Cattolica in Corea, l’attività dei fedeli coreani, furono come l’arteria della vita della Chiesa. Questi, guidati dallo Spirito Santo, svilupparono e nutrirono la Chiesa coreana, versando il loro sudore e il loro sangue.

Risalendo questa corrente della storia miracolosa, pregna dalla testimonianza di vita, attività, e del martirio, si arriva alla sua fonte: cioè ai cinque fondatori della Chiesa Cattolica, e al loro centro, Yi Byok. Da lui impararono il cattolicesimo Kwon Cheol-Shin, Kwon Yil-Shin, Yi Seung-Houn, Cheong Yak-Jong. Yi Byok facendo attività evangelica a Seoul, scelse la famiglia di Kwon, Kwon Cheol-Shin e Kwon Yil-Shin, per propagare in modo più efficace il Vangelo in tutto il paese. Tutta la famiglia di Kwon fu 19 evangelizzata, e molti studiosi e giovani, venuti nel primo momento solo per imparare il confucianesimo da Kwon Cheol-Shin e da Kwon Yil-Shin, divennero gli araldi del Vangelo in diverse regioni del Paese, - cioè regione di Ho-nam (sud-west del paese) e Choong-Nam (sud-centro) -, e alla fine offrirono la loro vita per la fede in Dio. Come accade per il bisnonno di S. Kim Tae-Geon, il primo sacerdote coreano, e padre di un secondo sacerdote coreano Choi Yang-Eop, i quali furono battezzati da Lee Jon-Chang, discepolo di Kwon Cheol-Shin e Kwon Yil-Shin. Yun You-Il, personaggio che portò la lettera dei fondatori indirizzata al vescovo di Pechino per chiedere la legittimità del sistema di «Quasi clericatus a temporale prividendum», e anche altre lettere che richiedevano l’invio di missionari, era un discepolo di Kwon Yil-Shin.

Oltre questi figli spirituali, anche i discendenti di sangue seguirono il modello dei loro antenati sia nel sangue sia nella fede. Figlio di Kwon Cheol-Shin, Kwon Sang-Moon – egli era figlio di Kwon Yil-Shin, poi adottato da Kwon Cheol-Shin – fu martirizzato nel dicembre del 1801, e i suoi nipoti, Kwon Bok e Kwon Seok seguirono il loro nonno: Kwon Bok offrì la sua vita sotto la spada, e Kwon Seok in prigione. Figlio di Kwon Yil-Shin fu esiliato per la fede cattolica, e anche sua figlia Kwon Teresa fu decapitata per la fede in Dio, quest’ultima è stata già canonizzata nel 1984.

Intanto, Cheong Yak-Jong era padre di S. Cheong Ha-Sang, il seminarista, il dirigente laico della Chiesa coreana priva di un pastore consacrato, e il protagonista nella nascita della diocesi di Cho-Seon. Egli fece un viaggio di 1.200 km fino a Pechino con un suo amico a turno, per circa 22 volte solo per richiedere l’erezione della diocesi, mettendo più volte in repentaglio la propria vita. Infatti, quando Cheong Yak-Jong fu decapitato per la fede, il suo primo figlio Cheong Cheol-Sang fu martirizzato, poi 38 anni dopo, nello stesso luogo, sua moglie, sua figlia e il suo secondo figlio Cheong Ha-Sang furono martirizzati, quest’ultimi tutti canonizzati nel 1984.

Il caso di Yi Seung-Houn non è diverso. I suoi figli sono o martirizzati o esiliati (1866). Anche suo nipote, Tommaso Yi Jae-Eui, che fu un seminarista come Cheong Ha-Sang, in seguito ordinato al diaconato, e atto al servizio del vescovo di s. Imbert poi vescovo di Ferreol, fu martirizzato. La successione della testimonianza del sangue continuò nella quarta e quinta generazione.
Quindi, dobbiamo dire che i cinque fondatori della Chiesa Cattolica in Corea trasmisero non soltanto le dottrine cristiane e la fede cattolica, ma anche lo spirito del martirio, che è la massima testimonianza della fede. Durante i 100 anni delle persecuzioni, almeno 30 mila credenti furono martirizzati, tra i quali solo 103 martiri, per di più, solo martiri della terza,
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quarta e quinta generazione, sono stati glorificati come santi nella Chiesa universale.

La Chiesa in Corea, purtroppo, camminando sulle orme insanguinate per duecento anni, ha perso tutte le tracce delle tombe dei loro pionieri; solo recentemente (1979) li scopersero miracolosamente in vecchi pubblici cimiteri. Vennero pure alla luce in parecchi posti parti di lettere personali scritte da loro e si ritrovarono pure libri che erano stati nascosti. Recentemente fu pure trovato il luogo ove ebbe inizio la Chiesa Coreana, Chon Jin Am. Lo stesso posto dove 200 anni prima i nostri antenati letterati si radunavano per studiare le verità eterne e adorare il Supremo Dio, è ora divenuto il cimitero ove riposano i 5 pionieri fondatori, uno dei quali è Franciscus Xaverius Kwon Yil-Shin, il cui corpo fu trovato incorrotto. Ora, migliaia delle persone, credenti e non-credenti, non soltanto coreane, ma anche straniere, visitano a danno omaggio a questi cinque fondatori laici coreani. Infatti, dopo la scoperta delle tombe e dei documenti dei cinque fondatori, i credenti coreani sono stimolati e incoraggiati dalla loro fede, attività e dal martirio, per cui il numero dei cattolici è aumentato da un milione nel 1979 a 5 milione attualmente. Nel campo scientifico, si trova in continuo processo la ricerca sui cinque fondatori, riuscendo a produrre fino ad ora 6 tesi dottorali: Parigi, Freiburg e Taiwan. Molti pellegrini provengono da tutto il paese anche dalla Cina e dalla Giappone per imparare lo spirito dei cinque fondatori, lo spirito della pratica spontanea del cattolicesimo. Infatti la loro passione, attività, pratica eseguita spontaneamente e conclusa con il martirio, deve continuare ad essere un modello e un esemplare per tutti, non soltanto per i cristiani ma anche per tutti coloro che cercano la verità con cuore sincero. É per questo che questi fondatori dovrebbero essere glorificati come santi nella Chiesa universale, ed essere presentati come modelli e patroni dei non-credenti ad essere convertiti alla Verità, cioè al Cristo.

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Appendice I

Storia del rispetto per I 5 laici, martiri, saggi, e fondatori della Chiesa coreana e la visione generale della loro fama.

1. <1776>il santo saggio, I santi maestri, saggi - Giovanni Jeong Yak-Yong (1762-1836)

Jeong Yak-Yong è considerato come il più grande studioso nella nostra storia di 5.000 anni. Dopo la sua morte, il re gli ha conferito l'onore del "Rettore dell'Accademia Nazionale", perché aveva scritto circa 470 libri, e contribuito alla civilizzazione del popolo coreano, rinnovazione e modernizzazione della società coreana. Questo Giovanni Jeong, in fatti, era discepolo di Yi Byok, il fondatore principale della Chiesa coreana, cioè aveva studiato da lui da giovane per 15 anni (1770-1784).

In 1776, Giovanni Jeong ha dedicato un poesia a chiamato Yi Byok, nella quale l'ha chiamato “聖賢(il santo saggio)”. Dopo che tutti I 5 fondatori erano stati martirizzati, nelle sue poesie (1822~1836), spesso chiamava questi fondatori come "i santi maestri saggi".

2. <1783>: il Grande Maestro - Yi Seung-Houn
Secondo S. Antoine Daveluy(1818~1866), che era il quinto vescovo ordinario della diocesi di Corea, e aveva scritto "Storia dei martiri coreani" sulla base dei documenti raccolti (circa in 1850), Yi Seung-Houn aveva accettato la parola di Yi Byok come l'ordine di "il Grande Maestro", con maiuscolo.

3. <1801> il santo maestro - Alessio Hwang Sa-Yung.
In 1801, durante la persecuzione di Shin-Hae, Alessando Hwang designa Yi Byok come "il santo maestro" (布衣 李檗 大奇之)

4. <1846> il più celebre dottore - S. Andrea Kim Dae-Kun

Il primo sacerdote coreano Andrea Kim (1821~1846), nel suo breve rapporto sulla storia della Chiesa in Corea (1846), descrive Yi Byok come il più celebre dottore tra I studiosi e uomini virtuosi.
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5. <1850> il fondatore - S. Antoine Daveluy (1818~1866)
Nel suo libro, Storia dei martiri coreani (1850), questo vescovo descrive la conferenza di Yi Byok, svolta in Chon Jin Am come l'inizio della Chiesa coreana e Yi Byok come il fondatore.

6. <1900>il fondatore Dopo i'interruzione delle persecuzioni
- I documenti nazionali della Dinastia e dei persecutori (1801~1866)-
Nei documenti nazionali della Dinastia e dei persecutori, negli scriti di tutti i storici coreani sono designati Yi Byok, Yi Seung-Houn, Kwon Il-Shin, Kwon Cheol-Shin, Jeong Yak-Jong, come i fondatori della Chiesa coreana.

7. <1979> i fondatori - Studiosi coreani (dal 1800 fino ad adesso)
Gli studi, sviluppati sulla storia della Chiesa in Corea dopo la scoperta della tomba di Yi Byok (1979), resero possibile stabilizzare l'espressione "fondatore principale" riguardo a Yi Byok, e "co-fondatori" rispetto ai suoi amici, e fecero crescere il rispetto per loro in modo sempre più pietoso.

8. <1984> Fondatori della Chiesa in Corea - Giovanni Paolo II finalmente.
Nella messa in memoria dei 103 martiri coreani recentemente canonizzati (14 ottobre 1984, nella Basilica di S. Pietro), il beato Giovanni Paolo II affermò che "Questi laici, uomini e donne, giustamente considerati i "Fondatori della Chiesa" in Corea".

In questo modo, il rispetto per i 5 fondatori della Chiesa coreana e la loro fama erano stati cominciati già dal 1770 in cui loro ancora erano in vivo, e continuano fino a nostro tempo, diffondendo sempre più comune nella società coreana. Sono certo che tale rispetto e fama continuino, producendo I frutti abbondanti.

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Appendice II

Le Tesi dottorali che trattano opere, spiritualità, virtù, vita e attività dei 5 fondatori della Chiesa coreana

KIM, Anne Ok Hee, Le ròle de Yi Byok dans L'introduction et La Diffusion du atholicisme en Corée, Université de Paris-Sorbonne : Paris 1977.

RI, Jean Songbae, Les Principes confucéens de la première théologie chrétienne en Corée, d'près l'oeuvre de Yi Byok (1754~1785), Institut Catholique de Paris : Paris 1977.

DIAZ Hector, A Korean Theology-Chu-Gyo-Yo-Ji : Essentials of the Lord’s Teaching by Chong Yak-Jong Augustine(1760~1801), directed by prof. Shonborn21, Fribourg 1986.

KIM, Ung-Tai, L’experience religieuse coreenne dans la première annonce du message chrétien (1779-1839), Institut Catholique de Paris : Paris 1989.
MOON Tahn II22, Jesuit and Seonbi(士) in East Asia and the Production of the First Korean Supplemental Teaching by Yi Byeok - The Idea of God in the Essence of Sage Teaching as an Exercise in Self-Cultivation(Sudeok) and Self-Expenditure(Jeonghan), New College, The Mound - The University of Edinburgh, England, July 2001.

KIM, Dong-Won, 初期韓國天主敎會平信徒的信仰與靈修 (La Spiritualità dei laici Fondatori della primitiva comunità della Chiesa Cattolica in Corea), Fu Jen Università di Taipei China, 2003.
21 Ora il cardinale di Vienna.
22 Ora professore ebreo in Corea.

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BIBLIOGRAFIA
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邪學懲義 (Sa-hak-jing-eui), 1805 (?), publicato da Boram-mounhwasa 1977, p.171.
etc.



2009/3/23.
Msgr. Byon